mercoledì 16 settembre 2009

ecotown... si, no, forse?



Le proposte di eco-sostenibilità urbana si stanno moltiplicando un pò ovunque. Anche nei paesi maggiormente colpevoli dell'attuale inquinamento planetario (Stati Uniti e Cina secondo gli ultimi studi). Shangai, una delle megalopoli a più rapida crescita del pianeta, qualche anno fa aveva iniziato i progetti per un'ecocittà per mezzo milione di abitanti. Dongtan doveva sorgere in una posizione strategica, vicino a Shanghai e occupare la terza isola maggiore del Paese, Chongming ,alla foce del fiume Yangtze. Con una superficie di circa 86 chilometri quadrati e uno spazio diviso in tre quartieri, uniti da un centro in comune. Ecoingegneri, architetti e urbanisti britannici stavano progettando una città alimentata da energia rinnovabile, libera dalle auto e in grado di riclare l'acqua. L'idea era dunque quella di creare un modello per il mondo.
I primi 25.000 cittadini si sarebbero dovuti trovare lì per l'Expo del 2010.
La città è collegata con un tunnel e un ponte,che saranno inaugurati fra poco, ma dell'ecocittà ancora non c'è traccia a parte delle turbine eoliche e una fattoria dedita all'agricoltura biologica. Nessuna casa, taxi d'acqua o impianti di riciclaggio di liquami, nè parchi energetici. Peter Head, ideatore del progetto redatto dallo studio londinese Arup e autore del piano generale ha dichiarato che attualmente la situazione è ferma. Alcuni attribuiscono questa pausa alla crisi politica innescata l'anno scorso dall'arresto per corruzione di un boss cittadino, Head sostiene che i problemi siano ben diversi e più antichi. L'accordo per disegnare e costruire Dongtan è stato firmato da Tony Blair e dal presidente cinese Hu Jin-tao, ma dal 2006 ad oggi non si sa se i lavori riprenderanno o meno.
fonte THE GUARDIAN, 23 aprile 2009, Fred Pearce

4 commenti:

L'armadio del delitto ha detto...

Interessante l'idea di fare una città del genere, anche se non mi fido del fatto di creare una grande città di un colpo: tutto troppo calcolato, non è vivace come le vecchie città come le nostre italiane. Pero se sono bravi, la circolazione potrebbe essere meno problematica che da noi!
Comunque questi disegni mi affascinano sempre...

Nathalie ha detto...

Si parla sempre di tanti progetti e poi non si fa mai nulla (specialmente sul fronte statunitense). Vedremo come si evolveranno le cose!

Caramel88 ha detto...

Credo che sarebbe meraviglioso se si riuscisse a rendere abitudine ogni azione rivolta al benessere del mondo, in fondo a volte non capisco come questo possa risultare così difficile da compiere, è come pulire la propria casa, come arredarla e darle un aspetto splendido sempre. Certo, in questo caso sarebbe una casa molto ma molto grande, ma ci viviamo su questa terra, no?
Comunque voglio la lampada flessibile, starebbe benissimo col tappeto a forma di piedono del bagno :p
Un bacione*

rossovelvet ha detto...

Forse ?
Avevo sentito un intervento su questo progetto a un convegno a Princeton... ammetto di essere un attimo incredula.