sabato 24 aprile 2010

L'Ara Pacis e il muretto della discordia

Durante la campagna elettorale del 2008 Gianni Alemanno arrivò a definirla «uno sfregio» per la città, promettendo il suo abbattimento una volta eletto sindaco. Poi, divenuto primo cittadino di Roma, propose di smontarla e trasportarla in periferia, previo referendum tra i cittadini. E' di pochi giorni fa la notizia di un compromesso fra Alemanno e Meier. Massimiliano Fuksas promuove l'idea «di liberare l'area togliendo quel muro che oggi impedisce il dialogo tra la città e il fiume». Il "muretto della discordia" che oggi separa l'Ara Pacis dal lungotevere sarà abbattuto, l'area pedonalizzata e sarà creato un parco verde sotto il quale passerà una via di scorrimento e sarà realizzato un parcheggio sotterraneo per 300 posti auto. Un progetto di riassetto urbanistico della zona che già era stato presentato a Walter Veltroni per una realizzazione in project financing dalla Maire (la società che ha realizzato la teca di Meier) e che poi era finito nei cassetti. L'archistar americana ha commentato: «Se avessi saputo che l'area si poteva pedonalizzare, quel muretto non lo avrei mai fatto».

2 commenti:

rossovelvet ha detto...

È comunque demenziale vedere quel ... di sindaco occuparsi di questo con tutto quello che c'è da fare a Roma... oltretutto il muretto è pure bello...

gio - il mio carnet di viaggio ha detto...

Penso che già la proposta iniziale di spostare la teca in periferia fosse folle nonchè l'aver definito l'edificio "uno sfregio per la città". Follia pura