giovedì 11 febbraio 2010

Opere in movimento a Roma



Roma fino al 14 febbraio ospita al Palazzo delle Esposizioni una mostra dedicata a Alexander Calder. A 25 anni di distanza dalla retrospettiva di Torino, un'esaustiva esposizione dedicata all'artista americano. Al Palazzo delle Esposizioni sono esposte oltre cento opere provenienti da importanti collezioni pubbliche e private e dalla Fondazione Calder, articolate in un itinerario cronologico mirato a indagare l'intero percorso creativo dell'artista a partire dagli anni venti. E' in mostra una cospicua selezione dei suoi lavori più importanti, comprese alcune delle sculture esposte nella mostra al Museum of Modern Art nel 1943. Sono, inoltre, presentati anche aspetti meno noti del suo lavoro, con gruppi di opere raramente visibili dal grande pubblico. Aprono il percorso espositivo le sculture in filo di ferro (Wire Sculpture) di acrobati, animali e ritratti, realizzate soprattutto negli anni venti a Parigi, in alcune delle quali per la prima volta è contemplato il movimento in una dimensione di gioco e di divertita ironia. Una serie meno nota di piccoli bronzi del 1930 con figure di contorsionisti e acrobati, permetterà di osservare come l'artista abbia declinato l'idea di movimento tramite la sperimentazione di tecniche diverse. L'adesione di Calder all'astrattismo, avvenuta dopo la visita allo studio parigino di Mondrian, sarà documentata da un'importante selezione di opere. Attraverso alcuni capolavori realizzati intorno alla metà degli anni trenta, si potrà seguire l'interesse di Calder per le forme biomorfiche e la sua vena surrealista. Tra le altre: Gibraltar (Gibilterra), Tightrope (Corda del funambolo), Yellow Panel (Pannello giallo), Orange Panel (Pannello arancione), tutte del 1936. Focus della mostra sono i Mobiles che l'artista ha realizzato durante l'intero arco della sua attività, lavorando artigianalmente le lastre di metallo di fattura industriale. Si tratta di sculture astratte e leggere, appese a fili, che oscillano con il vento, affiancati dagli Stabiles, opere "ferme" da scoprire passandoci in mezzo o girandoci intorno. La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Motta, con testi di Alexander S. C. Rower e di Giovanni Carandente e un'ampia antologia di testi dell'artista e di altri autori, molti dei quali compariranno per la prima volta in traduzione italiana.

3 commenti:

FEDERICA ha detto...

Grazie per essere passata e in bocca al lupo per il giveaway!
Complimenti per il blog.
Federica

gio - il mio carnet di viaggio ha detto...

grazie. ti ho messa fra i preferiti :)

rossovelvet ha detto...

Calder resta un must... mi ricorderà sempre quando a scuola quand'ero piccolissima (tipo 8 anni) ci hanno fatto fare 'dei Calder'... che magia l'arte !