Finalmente una bella notizia! Il Bosco Verticale di Boeri Studio ha vinto l' “International Highrise Award”, premio riservato ad opere che raggiungano almeno i 100 m di altezza e che siano state terminate negli ultimi due anni. Il premio è promosso dal Museo di Architettura di Francoforte, che ogni due anni premia l’edificio alto più bello e innovativo del mondo,la giuria internazionale ha scelto proprio l'opera dell'architetto Stefano Boeri perché esprime il bisogno di un contatto con la natura e una coraggiosa visione per le città di domani.
Visualizzazione post con etichetta le pagine della bioarchitettura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta le pagine della bioarchitettura. Mostra tutti i post
venerdì 21 novembre 2014
venerdì 29 agosto 2014
L'innovazione in un pezzo di vetro
Oggi vi propongo questo post relativo ad una scoperta eccezionale ed innovativa:
"Un gruppo di ricercatori dell'Università del Michigan sta mettendo a punto un particolare pannello solare che permetterebbe di convertire la luce del Sole in energia elettrica pur preservando le proprietà ottiche del vetro. Questa tecnologia permetterebbe quindi di trasformare le finestre di casa, ad esempio, in vere e proprie fonti di energia.
Gli scienziati americani hanno creato un materiale plastico capace di catturare l'energia emanata dal Sole e trasformarla elettricità grazie ad una tecnologia chiamata concentratore solare luminescente, che non è una novità, ma per la prima volta si è riusciti a mantenere lo strato luminoso trasparente.
Questo pannello solare si basa su molecole organiche capaci di assorbire i raggi del Sole con lunghezza d'onda non visibile, al di là di raggi infrarossi e ultravioletti. "Possiamo modificare questi materiali in modo che catturino i raggi infrarossi vicini e gli utravioletti e che dopo risplendano con un'altra lunghezza d'onda", ha detto Richard Lunt, che ha condotto la ricerca. La luminescenza va poi ai bordi dei pannelli, dove viene convertita in energia elettrica.
"Questi materiali grazie al fatto che non assorbono né emettono luce nello spettro visibile sono trasparenti", ha spiegato Lunt, che ha aggiunto: "Apre la strada all'introduzione dell'energia solare in maniera non intrusiva e in una grande varietà di campi". Le applicazione potrebbero infatti essere infinite: dalle finestre degli edifici fino agli schermi dei nostri smartphone." da Tze Tze
Gli scienziati americani hanno creato un materiale plastico capace di catturare l'energia emanata dal Sole e trasformarla elettricità grazie ad una tecnologia chiamata concentratore solare luminescente, che non è una novità, ma per la prima volta si è riusciti a mantenere lo strato luminoso trasparente.
Questo pannello solare si basa su molecole organiche capaci di assorbire i raggi del Sole con lunghezza d'onda non visibile, al di là di raggi infrarossi e ultravioletti. "Possiamo modificare questi materiali in modo che catturino i raggi infrarossi vicini e gli utravioletti e che dopo risplendano con un'altra lunghezza d'onda", ha detto Richard Lunt, che ha condotto la ricerca. La luminescenza va poi ai bordi dei pannelli, dove viene convertita in energia elettrica.
"Questi materiali grazie al fatto che non assorbono né emettono luce nello spettro visibile sono trasparenti", ha spiegato Lunt, che ha aggiunto: "Apre la strada all'introduzione dell'energia solare in maniera non intrusiva e in una grande varietà di campi". Le applicazione potrebbero infatti essere infinite: dalle finestre degli edifici fino agli schermi dei nostri smartphone." da Tze Tze
venerdì 4 aprile 2014
La prima casa al mondo stampata in 3d
Amsterdam con i suoi edifici stretti e alti ha sempre affascinato i suoi visitatori, ma adesso uno di questi edifici è assolutamente innovativo. Lo studio di architettura olandese DUS Architects sta cercando di realizzare una casa interamente stampata in 3d.
La casa, la cui costruzione richiederà circa tre anni, misurerà 15 metri di altezza, sei metri di larghezza e sei metri di profondità: il "cantiere" è anche aperto ai visitatori, con un biglietto d'ingresso di 2,50 euro.
Lo studio DUS ha costruito una gigantesca stampante 3D all'interno di un container dal nome dato all'enorme dispositivo è "KamerMaker XL", ossia "Creatore di stanze XL" in olandese.
Insomma, una sorta di lego fuori scala in grado di sostituire i materiali tradizionali. La stampante 3D utilizza pellet Macromelt in bioplastica, ottenuta dall'olio di semi di colza, può essere facilmente staccata e riutilizzata se il pezzo prodotto non ha le caratteristiche corrette al momento della stampa. Il Kamermaker impiegherebbe circa una settimana per stampare ogni parte, con disegno a nido d’ape strutturato. Il primo blocco realizzato, che forma un angolo della casa e parte di una scalinata, pesava circa 400 chili. I blocchi saranno poi riempiti con un materiale espanso, ancora in fase di sviluppo, che si indurisce come calcestruzzo e aggiunge peso supplementare per legare insieme i blocchi.
lunedì 24 marzo 2014
il green design di Londra: Garden Bridge
Il
GardenBridge è un progetto di sicuro impatto, a cura dello studio Heatherwick,
che ha previsto 370 metri di verde al fine di collegare le stazioni di
South Bank e Temple.
Obiettivo
di questo progetto è il miglioramento dei collegamenti pedonali lungo il
Tamigi, un polmone verde capace di contrastare
gli effetti dei cambiamenti climatici e ridurre le emissioni di CO2.
Il ponte è caratterizzato dalla presenza di due soli pilastri scanalati che supportano l’intera costruzione, disseminata da alberi, erbe e fiori tipici della Gran Bretagna.
Un meraviglioso percorso con punti panoramici, una silenziosa pausa dai ritmi frenetici della città.
Questo progetto è parte di un Piano d’Azione per i Cambiamenti Climatici, del sindaco Ken Livingstone al fine di ridurre di almeno il 20% le proprie emissioni di CO2 entro il 2020, e del 60% entro i prossimi 20 anni, in previsione dell’obiettivo europeo di riduzione dell’80% delle emissioni entro il 2050.
giovedì 20 marzo 2014
Design al naturale
Amo il legno al naturale e ogni volta che vedo oggetti come quelli che vi propongo oggi non so resistere... fosse per me li comprerei tutti..
Lampada Brecce in cedro dell'Himalaya (cedrus deodara), creata
dal giovane designer Marco Stefanelli in collaborazione con Trecinquezeroluce. Lampade non solo belle ma anche sostenibili dato che vengono create a partire da alberi caduti per cause naturali e costituite da elementi completamente riciclabili o ottenuti da fonti rinnovabili.
Set di coltelli Maple, dello studio canadese The Federal realizzati in legno d'acero e lama in metallo lucidato.
Un'altra lampada dal sapore nordico, questa volta del designer designer Johan Lindstén Form in pino.
Il pezzo che preferisco è questo, chiavette usb OOOMS, si tratta di legnetti intagliati a mano e di conseguenza pezzi unici.
Chiudiamo questa rassegna con la lampada Silente del designer Umberto Dattola, interamente fatta a mano arrotolando fogli di pioppo inseriti su un sostegno in tiglio naturale
lunedì 3 febbraio 2014
La casa dei sogni per 25.000 €
Di questi tempi trovare una casa, che possa definirsi tale, senza spendere cifre astronomiche è davvero una mission impossible. Questo discorso evidentemente non vale solo per noi italiani, così quando ho letto la storia di questo architetto irlandese, Dominic Stevens, ho pensato avesse trovato una soluzione geniale.
Ha realizzato la propria casa, a 100km da Dublino, con poco più di 25.000€. L'abitazione è stata costruita in 50 giorni di lavoro distribuiti nell’arco di 2 anni grazie all’aiuto di parenti ed amici, che lo hanno aiutato in questa sua impresa durante i weekend e le vacanze.
La casa ha struttura portante in legno, tre camere da letto, cucina, bagno e soggiorno. Essendo piccola è molto facile ed economico riscaldarla, inoltre la grande vetrata posta nella zona sud della casa consente di sfruttare maggiormente la luce del sole durante il giorno. Tutti gli spazi sono organizzati nel dettaglio, cercando di renderli accoglienti. Tutte le pareti sono state isolate attraverso una schiuma a base di soia spruzzata nella cavità e lo stesso architetto assicura di aver passato un caldo inverno con la temperatura scesa a -15°.
lunedì 27 gennaio 2014
I materiali della bioedilizia
Qualche giorno fa mentre cercavo informazioni sono capitata su questo sito e ho scoperto una bella realtà. Una donna, Daniela Ducato, un'imprenditrice che con il marito ha saputo creare, senza uso di denaro pubblico, una filiera produttiva a km zero che non sfrutta agricoltura, paesaggio e risorse idriche. Casa Verde CO2.0 è un distretto di edilizia naturale, in Sardegna. Partendo da materiali naturali come la lana di pecora, le eccedenze agricole minerali, vegetali e terra, si realizzano oltre 400 prodotti per l'edilizia certificati, a zero emissioni, a zero voc (componenti organici volatili), nessun utilizzo di petrolio, né consumo di suolo agricolo o di risorse idriche. Una filiera locale che lavora nel pieno rispetto del territorio su cui è insediata, in cui il concetto di chilometro zero è fondamentale.
venerdì 17 gennaio 2014
Beduini a impatto zero
Nel cuore del deserto del Negev, in Israele, la comunità locale di beduini Tarabin ha a disposizione un nuovo impianto fotovoltaico. Un investimento costato 30 milioni di dollari realizzato dalla società israeliana di impianti a energia solare, Arava Power. Il governo israeliano ha offerto interessanti incentivi per lo sviluppo nel campo dell'energia solare. Le tariffe incentivanti fissate dai governi in modo che in un certo lasso di tempo venga garantito un ritorno dell'investimento a chiunque trasformi l'energia elettrica, attraverso impianti di energia solare o altre energie rinnovabili come il vento. Gli incentivi sono stati fissati per impianti solari di medie dimensioni fino a 300 megawatt che vengono restituiti alla rete. Arava Power, sta cercando di ottenere che il 30% dell'incentivo venga garantito al popolo beduino. Gli ingegneri della Arava potrebbero installare un impianto di otto megawatt presso la tribù Tarabin sufficiente ad alimentare più di 3.500 case. L'obiettivo finale è quello di mettere a disposizione 30 MW in cinque località, aumentando così l'economia delle comunità beduine.
venerdì 13 dicembre 2013
Le mille bolle blu
Sembrano bolle blu che galleggiano in mare, in realtà sono pannelli solari Marine Solars Cells (MSC), progettate dal designer britannico Phil Pauley . La loro particolare forma a guscio consente di catturare il 20% in più di energia rispetto ai pannelli tradizionali sfruttando i raggi solari riflessi sull'acqua. In più catturano anche l'energia cinetica, sfruttando la forza delle onde. Realizzati con materiali riciclabili rappresentano degli impianti completamente verdi, un interessante progetto da seguire nelle sue fasi future.
lunedì 2 dicembre 2013
Il pavimento intelligente
L'italiana Granitifiandre di Reggio Emilia ha registrato un prodotto assolutamente innovativo, l'Active Clean Air & Antibactetial Ceramic. Un materiale che può essere usato sia come rivestimento per gli edifici che per realizzare pavimenti in grado di purificare l'aria, rimuovere i batteri e che in più si auto-igienizza. Questo prodotto intelligente si basa su un meccanismo costituito da un processo fotocatalitico, tipico nelle piante con il nome di fotosintesi clorofilliana: nella nuova lastra è contenuto il biossido di titanio che, una volta esposto all'aria e alla luce, sia naturale che artificiale, attiva e modifica la velocità delle reazioni chimiche. Subito dopo si attiva un processo ossidativo che decompone , rompendo, le sostanze organiche come i batteri, e quelle inorganiche, come le polveri sottili, gli ossidi di azoto, che entrano in contatto con la lastra. Questo prodotto non solo riduce l'inquinamento atmosferico fino al 70% ma rende igienici i pavimenti ed i rivestimenti. Si stima che mille metri quadrati di questa lastra producano un effetto benefico pari a 20 alberi di alto fusto.
sabato 30 novembre 2013
La casa delle Bottiglie
Spesso quando si parla di bioarchitettura si pensa ad impianti complessi e molto costosi, in realtà esistono molteplici esempi che dimostrano il contrario.
E' il caso della "Casa de Botellas" in Bolivia, letteralmente la Casa delle Bottiglie, si tratta di un'organizzazione fondata dall'ex avvocato Ingrid Vaca Diez il cui scopo è quello di migliorare le condizioni di vita dei meno fortunati attraverso un'idea semplicissima ma al contempo geniale, ovvero riciclando bottiglie di plastica e di vetro per costruire abitazioni ad un prezzo molto contenuto. Per una casa di 170 mq servono circa 36mila bottiglie, che vengono chiuse ermeticamente in modo da non lasciar passare l’aria e riempite con materiali pesanti di scarto o sabbia e sono tenute insieme da una struttura reticolare mista a cemento. Il materiale è isolante sia per la temperatura che per il rumore, e in caso di incendio contiene il fuoco molto più a lungo rispetto al legno, perché le bottiglie si accartocciano su loro stesse. Il rivestimento delle mura è fatto con olio di semi di lino, polvere di latte scaduta. Il pavimento è ottenuto usando pezzi di gomma ricavati dagli pneumatici usati.
Iscriviti a:
Post (Atom)


























