Il padiglione espositivo dell’Arabia Saudita è il più grande tra i padiglioni presentati per l’Expo con un’estensione di circa 7600 metri quadrati, secondo solo al padiglione cinese in termini di grandezza. Sul tetto dell’edificio sono stati piantati 150 alberi di palme da dattero, tipica vegetazione del deserto arabico e tra gli alberi più antichi del mondo, trasportati direttamente dalla nazione saudita e sfruttati soprattutto per la vasta zona di ombra che riescono a proiettare. Tra di essi è stata collocata una tenda tradizionale beduina per la prima accoglienza dei visitatori. La scelta di questo allestimento è da considerarsi assai problematica a causa della difficile condizione climatica della Cina, caratterizzata prevalentemente dal clima torrido e dall’alto tasso di umidità. La rampa d’accesso presenta nella prima sezione una riproposizione della storica Via della Seta. La forma esterna si presenta come quella di una grande barca e tutt’attorno si sviluppa una riproposizione del tipico paesaggio dell’Arabia Saudita tra deserti e mari. Il primo piano si sviluppa come un vasto giardino con alberi cinesi e sauditi in crescita, simbolo dello stretto rapporto di amicizia sviluppato tra i due paesi in legame con la tematica centrale dell’Expo. Attrazione principale del padiglione è un’enorme schermo cinematografico 3D, il più grande attualmente presente al mondo, posizionato all’interno di una piazza di 1600 metri quadrati di estensione e che darà vita a innumerevoli spettacoli per tutte le fasce d’età. Al di fuori della struttura, in un’area di 2000 metri quadrati, è possibile assistere agli spettacoli giornalieri dei 50 ballerini provenienti dall’Arabia Saudita. Tele progetto, la cui realizzazione ha visto lo sforzo congiunto di designer cinesi e sauditi, risulterebbe essere quello più costoso finora realizzato all’Expo, degno della nazione che ne ha voluto la realizzazione.
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venerdì 22 ottobre 2010
Il padiglione dell'Arabia Saudita, Expo Shanghai 2010
Il padiglione espositivo dell’Arabia Saudita è il più grande tra i padiglioni presentati per l’Expo con un’estensione di circa 7600 metri quadrati, secondo solo al padiglione cinese in termini di grandezza. Sul tetto dell’edificio sono stati piantati 150 alberi di palme da dattero, tipica vegetazione del deserto arabico e tra gli alberi più antichi del mondo, trasportati direttamente dalla nazione saudita e sfruttati soprattutto per la vasta zona di ombra che riescono a proiettare. Tra di essi è stata collocata una tenda tradizionale beduina per la prima accoglienza dei visitatori. La scelta di questo allestimento è da considerarsi assai problematica a causa della difficile condizione climatica della Cina, caratterizzata prevalentemente dal clima torrido e dall’alto tasso di umidità. La rampa d’accesso presenta nella prima sezione una riproposizione della storica Via della Seta. La forma esterna si presenta come quella di una grande barca e tutt’attorno si sviluppa una riproposizione del tipico paesaggio dell’Arabia Saudita tra deserti e mari. Il primo piano si sviluppa come un vasto giardino con alberi cinesi e sauditi in crescita, simbolo dello stretto rapporto di amicizia sviluppato tra i due paesi in legame con la tematica centrale dell’Expo. Attrazione principale del padiglione è un’enorme schermo cinematografico 3D, il più grande attualmente presente al mondo, posizionato all’interno di una piazza di 1600 metri quadrati di estensione e che darà vita a innumerevoli spettacoli per tutte le fasce d’età. Al di fuori della struttura, in un’area di 2000 metri quadrati, è possibile assistere agli spettacoli giornalieri dei 50 ballerini provenienti dall’Arabia Saudita. Tele progetto, la cui realizzazione ha visto lo sforzo congiunto di designer cinesi e sauditi, risulterebbe essere quello più costoso finora realizzato all’Expo, degno della nazione che ne ha voluto la realizzazione.lunedì 18 ottobre 2010
Il padiglione della Cina, Expo Shanghai 2010


Il padiglione nazionale della Cina è costituito da due sezioni: il Padiglione cinese e il Padiglione collettivo delle province cinesi. Su una superficie di160.126 mq, di cui 9.005 in aggetto, è divisa in 106.874 mq fuori terra e 53.252 mq interrati. Entrambi gli edifici sono edifici chiave dell'Esposizione Universale e fanno parte delle strutture permanenti che resteranno anche dopo l'evento. Il Padiglione cinese rielabora il tema "Better city, better life" ha come soggetto la saggezza antica del popolo cinese nello sviluppo urbano. Il Padiglione collettivo delle province cinesi accoglie 31 unità territoriali fra province, comuni alle dirette dipendenze del governo centrale e regioni autonome che mettono in mostra le loro caratteristiche più interessanti in termini di sviluppo urbano. Al termine dell'Expo il Padiglione cinese sarà utilizzato come spazio espositivo della storia, della cultura e dell'arte cinese, mentre il Padiglione provinciale sarà trasformato in un centro esposizioni convenzionale.venerdì 15 ottobre 2010
Il padiglione dell'Italia, Expo Shanghai 2010




Il progetto presentato all'Expo 2010 da Giampaolo Imbrighi, architetto romano e docente all'Università di Roma "Sapienza", ha aderito più di ogni altro ai requisiti fissati dal bando di gara, motivo per il quale la sua proposta si è rivelata vincitrice. La coerenza con la tematica dell’Expo vede da un lato l’illustrazione dei valori culturali italiani in termini contemporanei e, dall’altro, si propongono soluzioni originali sia sul piano tecnologico, per rispettare l’imperativo della eco-compatibilità, che sul piano strutturale, per soddisfare l’esigenza di essere eventualmente smontato e ricostruito in dimensione anche ridotta in un’altra area della città.L’opera italiana offre un originale riferimento a concetti e tradizioni della Cina. Infatti l’omaggio alla nazione è dato da un’interpretazione in chiave architettonica dei giochi cinesi delle costruzioni e dello shanghai a cui si lega un edificio dal tipico modello del tessuto urbano italiano, coerente al tema “La città italiana”.Il padiglione si presenta a pianta quadrata con un’estensione di circa 3.600 metri quadrati e un’altezza di 18 metri. La struttura è divisa in più corpi di dimensioni diverse e irregolari collegati tra loro da strutture-ponte in acciaio che lasciano intravedere i ballatoi di collegamento. L’edificio è circondato su tre lati da un rivolo d’acqua che ne riflette la propria immagine, esaltando gli effetti luminosi naturali. La luminosità della struttura è riproposta anche all’interno non soltanto attraverso delle feritoie, che evocano gli stretti vicoli tra i palazzi delle città, ma anche grazie all’impiego di cemento trasparente, un materiale poliedrico di recente creazione e di straordinario impiego.La superficie del padiglione appare in parte diafana e in parte trasparente con facciate formate da cristalli autopulenti. Gli elementi fotovoltaici integrati nei vetri delle coperture esterne garantiscono un effetto coprente dalle radiazioni, mentre il progetto illuminotecnico dell’edificio mira non soltanto scandire gli spazi, ma anche a favorire il risparmio energetico.
giovedì 30 settembre 2010
Il padiglione della Svizzera, Expo Shanghai 2010


Il padiglione affianca il ponte sul fiume Huangpu. Questo ponte è la via d’acceso al sito che prevede almeno 2,5 milioni di visitatori. Il team che ne ha permesso la realizzazione è composto da sette persone tra cui Andreas Hunkeler, lo scenografo e Andreas Bründler, l’architetto responsabile. Il padiglione presenta una facciata semitrasparente che produce energia elettrica mediante l'impiego tecnologie solari all'avanguardia ed è in grado di trasformare la radiazione solare in energia. I LED si accendono in quantità, configurazione e tempi variabili in base alla luce disponibile e alla sua intensità proiettano ombre colorate sulla parete retrostante illuminando la facciata. L'idea di base del progetto è quella di un contesto urbano in cui natura e tecnologia, innovazione e sostenibilità funzionano ed interagiscono. La facciata è sospesa da un'altezza di 20 metri ed è costituita da una rete di metallo sulla quale sono fissate 11.000 celle. Riproducendo un modulo ispirato alla mappa della Svizzera, ogni cella contiene una scheda elettronica che alimenta il gioco di luce sulla facciata. Nell’area urbana all’interno del padiglione si trovano un ristorante aperto al pubblico, un negozio e un palcoscenico per rappresentazioni culturali. Una seggiovia porta i visitatori sul tetto coperto di verde del padiglione e simboleggia l’interazione fra città e campagna. Nei circa otto minuti del tragitto in seggiovia, i visitatori passano dalla pesantezza della città alla leggerezza della natura. Il tetto coperto di verde simboleggia le zone rurali in contrapposizione allo spazio interno urbano. Per evitare malintesi, il linguaggio visuale del padiglione è adattato alla simbologia cinese: i princìpi dello yin/yang, il colore rosso, le ellissi che ricordano la cifra 8 (simboleggiante la fortuna). La forma del padiglione è una carta geografica immaginaria, secondo l’ideale dei progettisti: «Le nostre soluzioni possono essere adottate ovunque, ci vuole soltanto un po’ di buona volontà».sabato 25 settembre 2010
Il padiglione della Finlandia, Expo Shanghai 2010




Il padiglione finlandese è chiamato Kirnu, la marmitta dei Giganti, ed è stato realizzato dallo studio JKMM di Helsinki. L'ispirazione del progetto deriva dalla natura e dalla reinterpretazione di una serie di elementi che la costituiscono, quali la forma di piccole pietre presenti sulle isole della costa, la pelle di un pesce, il riflesso dell'acqua, l'odore del catrame sul legno. Il padiglione è un rifugio dal caos cittadino, galleggia su uno specchio d'acqua e la sua superficie esterna è ricoperta da una serie di squame di pesce. Pareti a strapiombo accolgono il visitatore all'interno, schermi e luci integrati nel pavimento creano una mostra virtuale sulla quale i visitatori possono camminare. Una rampa porta alle varie sale espositive.martedì 14 settembre 2010
Il padiglione della Korea, Expo Shanghai 2010


Il padiglione graficamente si basa sull'Han-geul ovvero l'alfabeto coreano, una serie di segni dell'alfabeto che creano uno spazio espositivo nel quale i visitatori esplorano la geometria dei caratteri in tutte le dimensioni: orizzontale, verticale e diagonale. Le forme geometriche primarie che compongono l'alfabeto sono universali e comuni anche ad altre culture, quindi sono facilmente riconoscibili. Le superfici esterne sono rivestite in due modi differenti: le prime con pannelli bianchi aventi in rilievo lettere di 4 dimensioni diverse, per la maggior parte del volume, le restanti superfici sono realizzate utilizzando gli Art Pixel, pannelli in alluminio 45x45 creati dall'artista Ik-Joong Kang. Una serie di pannelli coloratissimi simbolo di speranza ed unità. I pannelli sono retro-illuminati, le lettere della facciata si accenderanno la sera conferendo al padiglione un aspetto molto particolare. sabato 11 settembre 2010
Il padiglione della Spagna, Expo Shanghai 2010






Lo studio catalano Miralles-Tagliabue EMBT ha progettato e costruito il padiglione Spagnolo per l’Esposizione Mondiale di Shangai 2010. Benedetta Tagliabue ha diretto l’innovativo progetto strutturale, che combina una moderna cornice di acciaio con un telaio tradizionale in vimini sulla facciata esteriore. C’è anche un altro elemento nuovo nella facciata: i pannelli sono stati creati e montati per formare una serie di caratteri cinesi a mo’ di mosaico, con riferimenti ad elementi naturali quail as ri (sole) o yue (luna). L’edificio combina la sostenibilità di oltre 8.200 pannelli di vimini ad una struttura di acciaio e vetro, tecnologicamente avanzata. domenica 5 settembre 2010
Il padiglione UK, Expo 2010 Shanghai
La Seed Cathedral o Cattedrale del Seme si erge al centro del sito destinato al padiglione britannico, raggiungendo un'altezza di 20 metri, formata da 60.000 asticelle a fibre ottiche trasparenti, lunghe 7,5 metri con sulla punta, uno o più semi, la struttura è realizzata in acciaio e legno. Durante il giorno le asticelle catturano la luce naturale che illumina gli interni, la notte le fibre ottiche si illuminano facendo brillare la struttura nel buio. L'interno presenta un'atmosfera eterea che invita alla meditazione. Le fibre ottiche sono particolarmente sensibili alle variazioni della luce naturale, è possibile infatti percepire lo spostamento delle nuvole all'esterno mediante i cambiamenti di luminosità all'interno. Obiettivo del padiglione è quello di creare un sentimento di rispetto nei confronti delle risorse botaniche mondiali e un'introspezione personale in questo luogo silenzioso.
domenica 29 agosto 2010
L'Expo di Shanghai


Shanghai sancisce il dominio del virtuale sul reale, del digitale e dell'elettronico sul meccanico, delle luci e dei video sui materiali tradizionali. Ogni esposizione, mostra o padiglione, fa largo uso di pannelli a Led luminescenti, proiezioni, filmati, strumenti multimediali e interattivi.
Il masterplan è stato realizzato da Wu Zhiqiang, Professore dell'Università di Architettura e Pianificazione presso la Tongji University di Shanghai.
Sono state individuate cinque zone, ognuna ampia circa 50 ettari, mentre i padiglioni sono stati organizzati in otto gruppi, otto dei quali posizionati nella sezione Pudong e gli altri due nella sezione Puxi. A loro volta i gruppi sono organizzati in 26 cluster. Ogni cluster avrà i propri servizi, dalla ristorazione ai bagni, dalle telecomunicazioni ai servizi di infermeria. I padiglioni sono organizzati su base continentale.
Zona A: ospita il padiglione cinese e quelli asiatici, con l'eccezione dei Paesi del sud-est asiatico;
Zona B: ospita i padiglioni dei Paesi del sud-est asiatico, quelli dell'Oceania, delle organizzazioni internazionali, i padiglioni tematici, il World Expo Centre e un teatro per gli spettacoli (Expo Performance Centre);
Zona C: qui verranno installati i padiglioni di America, Europa e Africa più un parco di divertimenti di circa 10 ettari;
Zona D: è localizzata nella sezione Puxi e ospita gli edifici recuperati da alcune antiche fabbriche cinesi; tutta la zona sarà dedicata a esposizioni pubbliche e scambi culturali;
Zona E: è localizzata nella sezione Puxi e ospita i padiglioni delle aziende, i padiglioni della Civilizzazione Urbana e dell'Esplorazione Urbana, e la zona Urban Best Practice.
I padiglioni dei partecipanti saranno di tre tipologie:
-Disegnato e costruito dal partecipante su terreno messo a disposizione dall'organizzazione;
-Autonomo costruito dall'organizzazione e affittato al partecipante;
-Spazio offerto dall'organizzazione ai Paesi in via di sviluppo, collocato all'interno di un padiglione collettivo. Sono previsti otto padiglioni collettivi.
Zona A: ospita il padiglione cinese e quelli asiatici, con l'eccezione dei Paesi del sud-est asiatico;
Zona B: ospita i padiglioni dei Paesi del sud-est asiatico, quelli dell'Oceania, delle organizzazioni internazionali, i padiglioni tematici, il World Expo Centre e un teatro per gli spettacoli (Expo Performance Centre);
Zona C: qui verranno installati i padiglioni di America, Europa e Africa più un parco di divertimenti di circa 10 ettari;
Zona D: è localizzata nella sezione Puxi e ospita gli edifici recuperati da alcune antiche fabbriche cinesi; tutta la zona sarà dedicata a esposizioni pubbliche e scambi culturali;
Zona E: è localizzata nella sezione Puxi e ospita i padiglioni delle aziende, i padiglioni della Civilizzazione Urbana e dell'Esplorazione Urbana, e la zona Urban Best Practice.
I padiglioni dei partecipanti saranno di tre tipologie:
-Disegnato e costruito dal partecipante su terreno messo a disposizione dall'organizzazione;
-Autonomo costruito dall'organizzazione e affittato al partecipante;
-Spazio offerto dall'organizzazione ai Paesi in via di sviluppo, collocato all'interno di un padiglione collettivo. Sono previsti otto padiglioni collettivi.
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